La Sartiglia, Oristano e le sue delizie da scoprire!

 

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Abbiamo scelto la destinazione Sarda questa volta non per godere del suo meraviglioso mare, bensì per seguire da vicino la magia del carnevale. Quello di cui tutto il mondo ha sentito parlare, raccontato nei libri, nelle mostre e nei musei, dipinto da grandi artisti locali e rappresentato in tutta la sua diversità e autenticità rispetto a ciò che di solito si intende quando si immagina la classica celebrazione con maschere simpatiche, colorate e stelle filanti.

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“Su carrasecare” è il nome tradotto in lingua sarda dello stesso. È davvero qualcosa di diverso, esso è antico, ancestrale, radicato in tradizioni medievali. Cambia e affascina sempre di più viaggiando e visitando le diverse zone dell’isola centro del mediterraneo. Esso, così ricco di rimandi al mito, in alcune zone della Sardegna è strettamente legato alla tradizione agricola dell’isola, in altre aree fa richiamo a costumi e usi di tradizione prettamente spagnola e Aragonese.

È proprio su quest’ultima sfumatura del tema che ho voglia di soffermarmi

…mi piacerebbe ascoltare quello squillar di trombe ogni giorno, aspettando di vedere i cavalli correre veloci verso la discesa alla stella e l’allegro ritmo delle “launeddas” a fare da contorno alla mia quotidianità, e tutte quelle belle maschere fatte a mano affascinanti come poche altre opere d’arte!

Come citato, nel carnevale Sardo si esibiscono uomini in costumi richiamanti figure animali, spesso bovine, con tanto di corna e campanacci, è il caso dei “boes” della tradizione barbaricina,  tra i più conosciuti in tutta la Sardegna. Rappresentano la lotta tra l’istinto animalesco e la ragione umana, infatti nelle esibizioni carnevalesche il Boe viene inseguito, frustato e catturato dal Merdule, rappresentando furiose risse.Da non dimenticare i Mamuthones di Mamoiada, che invece invocano una figura mistica in preda alla furia e alla rabbia, invocante il buon raccolto nei campi a primavera.

Il carnevale 2018 ha rappresentato la mia prima visita alla “Sartiglia” di Oristano, una celebrazione dall’Influenza spagnola, lo stesso nome Sartiglia in sé contiene radice castigliana.“Sortija” a sua volta derivante dal latino “sorticula” ossia anello, trattiene in sé il diminutivo “sors” ovvero  fortuna. Essa consiste nel tentativo dei cavalieri di centrare il bersaglio, una stella a otto punte, con un grosso foro al centro, appeso a un nastro verde, sfidando la sorte.

Il capo corsa è “su componidori”

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il nome tradotto dalla lingua sarda campidanese è qualcosa simile al “componitore” che, indossante una  maschera prettamente androgina è il Signore della festa e unico vero protagonista, uomo e donna al tempo stesso, né uomo ne donna, su Componidori nasce nel corso di una vestizione pubblica, celebrata da ragazze che indossano costumi antichi.

Un carnevale di cibo e tradizione sarda da esportare!

È stata una visita di puro piacere, abbiamo visitato le persone care e gli angoli della nostra infanzia, ed è stato proprio qui, tra le vie e le serrature delle porte antiche che abbiamo sbirciato e scovato prodotti unici,

Tra i balconi e i negozi arredati a festa, abbiamo incontrato persone fantastiche che ci hanno parlato della loro terra, decantandone i prodotti tipici, con amore e con orgoglio, come un grande artista mostrerebbe al proprio pubblico la sua opera più bella.

La Sardegna è questo, essa è un’ opera bella, il popolo nativo, fiero della propria appartenenza la racconta descrivendola come “l’impronta” che il buon Dio ha di sé lasciato nel Mar Mediterraneo.

La Sardegna è l’autenticità di chi ha creato prodotti unici spinti dalla passione per la propria terra e la voglia di renderla famosa al mondo 

I prodotti cosmetici organici del Signor Nicola e il suo omonimo “Oleificio Marras” ne è testimonianza.

<< da un’attenta e accurata produzione olivicola-olearia si arriva fino al settore della cosmesi mediante l’utilizzo dell’olio d’oliva , ottenendo dei prodotti delicati e protettivi per il corpo. >>

L’azienda agricola Oleifico Marras è una nuova piccola realtà che nasce dalla volontà di Nicola Marras di mettere a frutto tradizione familiare e conoscenze moderne. Abbiamo conosciuto il proprietario, che esponeva fiero i prodotti del suo raccolto, e ci parla del proprio interesse ad esportare in Inghilterra e Europa. La passione per il territorio in cui vive e gli studi nel settore agrario, hanno permesso di ottenere un prodotto “tradizionale” attraverso metodi di lavorazione moderni nel rispetto delle caratteristiche organolettiche dell’olio. La sua azienda nasce ad Aidomaggiore, piccola località in provincia di Oristano. Il paesaggio che la circonda è prevalentemente occupato da oliveti secolari che testimoniano come l’attività di coltivazione e raccolta delle olive sia stata in passato e sia ancora oggi radicalmente improntata nella tradizione e attraverso le nuove generazioni si evolve verso nuovi trend. Una vera realtà che dà da vivere e alimenta l’economia delle famiglie della zona. La maestria nel creare cosmetici del Sig. Nicola è a disposizione di chiunque voglia porgere domande e chiedere più dettagli! Noi abbiamo certamente scoperto ottimi e davvero originali prodotti cosmetici e ci siam deliziati il palato con il suo olio d’oliva incredibilmente vellutato.

Dallo stand del Sig. Marras ci spostiamo verso “Riso Passiu”, essi invece espongono i diversi risi che compongono la loro offerta, il carnaroli, dalla forma stretta e allungata considerato dagli chef, il migliore per pietanze quali risotti ad ogni stile e ingrediente.

Il riso Aromatico, appartenente alla famiglia dei “Superfini”, è apprezzato per il suo particolare aroma che si esalta durante la cottura. Nasce dall’incrocio tra le varietà Basmati e Tailandese, si presenta con un chicco affusolato di colore bianco cristallino.

I riso Nero una qualità di riso che non si trova da nessuna altra parte, dall’inconfondibile colore nero-viola e dal profumo e sapore particolarissimo. Agli inizi del 2017 ha fatto il suo ingresso nel mercato: dalla Sardegna in tutta l’Italia, Il riso “Gioiello” chiamato così proprio perché è una varietà unica, si trova soltanto in Sardegna. Nei loro120 ettari nei quali si produce riso Carnaroli, una piccola parte è stata riservata al riso nero  “Gioiello di Sardegna”. Il cui colore scuro e naturale fa capolino nella verde campagna circostante.

Squillano le trombe sul circuito della Sartiglia, ma noi siamo ancora in ritardo girovagando tra gli stand della piazza centrale dedicata a Eleonora Giudicessa d’Arborea.

Stiamo comprando le ultime “zippole” e gli ultimi “fatti fritti” assicurandoci quindi un buon dessert sostanzioso e energetico! Non si bada alla dieta quando si è in Italia, e ci si trova in una delle più belle manifestazioni artistiche e culinarie dell’isola Sarda.

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Le visite serali, conclusa la parata in maschera dei cavalieri sardi, è all’insegna di tanta tradizione e ospitalità locale:

Le opere in sughero del Signor Pietro Pinna in esposizione al villaggio Sartiglia,

Tra bicchieri, boccali, vasi, piccoli e grandi porta chiavi, e gadget di ogni tipo, fanno incuriosire il pubblico che cerca qualcosa di unico da portar via, nel bagaglio dei ricordi e souvenir! Perfette idee regalo quelle dell’artigiano di Bultei, che prepara anche delle “copertine” fatte a mano su misura per menu di bar e ristoranti.“Solo sughero” di Pietro Pinna è a Bultei, (la sua pagina Facebook è visibile qui).

Queste foto invece, scattate allo stand del villaggio mediterraneo,

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discutendo di territorialità con i produttori di pasta di farro “Agricola MUSIO Samatzai” dell’omonima località in provincia di Cagliari. I loro primi piatti a base di pasta di farro erano giusto deliziosi!

Molto altro ancora in mostra al “villaggio Mediterraneo

 

In Sardegna c’è poi quel bel mare… quello che i ricchi viaggiatori del mediterraneo hanno per secoli cercato di conquistare, i turisti di oggi  dicono di amarlo, altri invece amano raccontare l’isola in tutta la sua estesa e bella sinuosa forma, come me che ci torno persino in Gennaio!!

… Parlo di un mare che puoi solo amare!

 

I pescatori del Sinis, come il nostro caro Sig. Renzo descrive dalla sua barca, virando a tutta allo scoglio di San Giovanni verso la parte nord del golfo, coraggiosamente  portandomi a pescare in quell’angolo in cui apparentemente si scovano i calamari più grossi del Mar Mediterraneo, e i sub cacciano con astuzia i famigerati ricci di mare,  per un ottimo primo piatto, cosparso di una pioggia di bottarga di Cabras.

Magari in riva al mare in uno dei tanti ristoranti locali! La mia poca esperienza nella pesca l’ha fatta da padrone e mi son dovuto accontentare di questo tre piccoli pesci che lui chiama “occhiate” !

Io di “occhiate” ne ho lanciate tante in questa piccola gita in barca, devo ammettere di non essermi concentrato molto sulla canna da pesca, ahimè a favore dell’obiettivo della fotocamera, vi regalo quindi qualche scatto, promettendo che alla prossima, pescheremo qualcosa in più e organizzeremo una bella grigliata per tutti!!

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Insalata di polpo

 

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Occhiate pescate a San giovanni Sinis
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bottarga di cabras

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