Un collage di fotografie, dalla penisola dello Yucatan!

By Marcella
yaxilan
Ho scelto di creare da sola il mio itinerario, un viaggio personalizzato attraverso la penisola dello Yucatan. Un giro fatto di scoperta solitaria, spiagge cristalline miste a templi Maya, cibo da sogno e bevande tipiche della comunità che andavo a conoscere e di cui presto sarei diventata fedelmente innamorata! Decisi di visitare la penisola,  che delimita il confine tra la terra messicana e lo stato del Guatemala.
Atterrata  a Cancun il mio primo desiderio era quello di un buon pasto locale,  
<<Vi racconterò  la mia prima esperienza con un peperoncino habanero estremamente piccante, mi trovavo in questo ristorante in “Chichen Itza”, c’era un buffet con ogni cibo di ogni colore!! e il Messico racconta il suo cibo attraverso sapori, profumi e appunto colori.>>
Provai quell’insalata che  ai miei occhi si mostrava davvero attraente, la giudicavo abbastanza “vegan” e quindi adatta a me! ne assaggiai giusto un pò, una piccola razione di quelle che …. fammi vedere un pò com è questa insalata”?!… Mio Dio che bomba piccante in un attimo esplose sulla mia lingua! vorrei tanto poter ricordare con piacere la parola “habanero” ma vi assicuro, tutt’altro che da ripetersi!! Questa varietà di peperone, nato a Cuba, nella città de l’havana, ha una forma piuttosto schiacciata quando immaturo, e via via tendente all’ovale cilindrico in maturazione. il colore è quello del fuoco che sprigiona, considerato tra i più piccanti in assoluto, non ne conoscevo assolutamente la pericolosità!
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 perciò mi sento di consigliare a chiunque tenda viaggiare in solitaria, o all’avventura, di non limitarsi a esplorare e scoprire gusti e tradizioni gastronomiche, tuttavia una certa cultura e una certa documentazione pregressa va sicuramente messa in programma!
Questo luogo accogliente chiamato “La Parrilla” era talmentee colorato e folkloristico, che mi ha fatto dimenticare l’incendio che avevo nella bocca..
qualcosa avrebbe potuto spegnere la mia sete !!
cancun la parrilla
il ragazzo che sta distribuendo il margarita non usa il vassoio o il carrello qui, il bicchiere è portato semplicemente sulla sua testa: il margarita viene preparato con orgoglio e tequila, frutta freschissima, sale e spezie sul bordo del bicchiere ! da far vergognare qualunque altro venditore di frutta in qualsiasi altro posto al mondo! devi afferrarlo e cercare di berlo ghiacciato per alleviare le sensazioni del caldo e del cibo hot  che c’è sulla tavola imbandita.
Mi fa sentire fiera della mia scelta, l’ospitalità latino americana ti offre semplicemente relax, unito a musica di chiarire e quel vento fresco che hai sempre desiderato potesse accompagnare le gesta della tua routine! quel profumo di lime e quella “frizzantezza” del tequila ti danno la carica, la gioia e ti stordiscono un pò se ti lasci andare… ma dopotutto qui io sono in vacanza e sono venuta ad assaggiare l’ebrezza della felicità!

Nella mia testa un caleidoscopio di luci e bagliori, una sensazione come se mi fossi persa tra le braccia della dea Mayahuel, protettrice dell’agave, del nettare di pulque che da vita al tequila, in mente ho quella fantastica piramide di Chichen Itza, che con i suoi bagliori artificiali notturni è la perfetta diapositiva della gioia mistica che sto attraversando!

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Chichen Itza di notte come una delle avventure più iconiche di vita mia.
 

Merida, seconda città visitata nel mio cammino alla scoperta dello Yucatan, si rivela più calda e accogliente che mai, con i suoi 45 gradi di pomeriggio, e la sua gente così amichevole. credo di essere stata coinvolta così tanto dalle persone del posto, che ho più ricordi di amicizie strette qui in 5 giorni che a Londra in cinque anni. Le persone stavano avvicinandosi a me da ogni viale, detti “calles” offrendo aiuto e suggerimenti, mi guidano dalla strada alla locanda de Los DOS TOROS YUCATECOS dove mi viene servita dell’ “Agua de Chaya” sorprendente bevanda analcolica, chiamata comunemente tra la gente del posto “agua fresca” a base di acqua minerale, pochissimo zucchero, e con qualche genere di infusione di pianta di cactus. è qui che provai per la prima volta i tipici piatti di “Aguachile”, Guacamole, ceviche de camarones, tacos e quesadillas !

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 Il mio messaggio diretto al nostro pubblico è sicuramente quello di imparare a viaggiare seguendo le proprie propensioni, i propri desideri, cercando di immedesimarsi e mischiarsi tra la gente, saggiando i loro cibi, provando ciò che viene realizzato a mano, per  strada e nelle botteghe, fotografando e ricordando quei cibi e quelle bevande che mi hanno mandato a fuoco la bocca, ma hanno portato nel senso di estasi nella mia testa!
Tutto torna quando ricordo i bagliori colorati della piramide notturna e quel mare turchese, vorrei tornare ora, ma vorrei consigliare a voi tutti di visitarla con i vostri occhi e condividere ciò che il Messico sarà capace di trasmettervi !

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